lunedì 6 agosto 2012

"La fretta è figlia del diavolo"

La FRETTA di tuffarci nel fiume non ci permette il tempo necessario per spogliarci, per toglierci i vestiti della paura… prima del gesto eroico… per affrontare la forza propulsiva e vorticosa delle acque correnti è necessario coraggio e FIDUCIA… nell’atto del tuffo, la paura si trasforma in coraggio, ma il coraggio senza la fiducia è come un giorno senza sole… così come il sole può essere oscurato dalle nuvole, anche la fiducia viene oscurata dalla paura… e senza la presenza vigile e attiva della fiducia non è possibile nessuna realizzazione… Perché si dice che “la fretta è figlia del diavolo”? Perché la fretta è una delle manifestazioni mascherate generata dalla paura… muoversi attraverso la fretta significa fuga dal presente, fuga da Sé, proiettarsi nel futuro con la paura di non farcela, di non essere adeguati per… la fretta non ti permette di gustare, non ti permette di approfondire… e, come una profezia che si auto avvera, l’agire attraverso la fretta, attraverso quell’inquietudine interiore, non ci porta di fatto verso alcun risultato produttivo, evolutivo… la paura di non farcela, di non essere abbastanza adeguati per… prende il sopravvento su tutto il resto e segna la sua vittoria… La PAURA è una corazza, come se fosse l’armatura di un guerriero medioevale… ma immaginiamoci un tuffo nel fiume della vita nel QUIeORA, con tutta questa corazza addosso… non solo rappresenterebbe un PESO, ma svilupperebbe anche la nostra incapacità di SENTIRE… una corazza, un armatura, può darci la sensazione di essere al SICURO… di fatto siamo in pericolo… perché questa schermata di paura ci ha ISOLATI dalla vita stessa, ci ha disconnessi dalle vibrazioni vitali… E quando il BISOGNO infantile di sentirsi al sicuro prende il sopravvento su tutto il resto, ci si CHIUDE allo scorrere fluido dell’esistenza…

Allo stesso modo però, funziona anche la dinamica opposta… per tutti quelli che ABUSANO nel RIMANDARE raccontandosi e raccontando in giro: “NON SONO PRONTO/A, HO BISOGNO DEI MIEI TEMPI”… anche questo NON AGIRE è il frutto di una fiducia oscurata dalla paura, paura di non farcela, paura di non essere abbastanza adeguati per… Solo che mentre nel caso del “muoversi di fretta” ci si fugge dal presente proiettandosi nel futuro, in questo caso si resta incollati al PASSATO, congelati, cristallizzati nel passato, senza mai avanzare veramente, senza mai approfondire ciò che si sceglie nel presente, senza mai affrontare una vera immersione nel presente, senza mai prendersi la responsabilità delle implicazioni che comporta il tuffarsi nella vita QUIeORA…

Nell’immaginario collettivo è presente il fuoco nell’inferno… di fatto, l’inferno è un congelatore… Il nostro caro Dante Alighieri ce lo ha mostrato per bene nella sua Divina Commedia… l’inferno non è altro che la PAURA… e la paura congela, cristallizza, blocca il fluido vitale… ci isola dall’esistenza, non ci permette di sentire, di provare, altera ogni nostra percezione, governa il nostro volere se le diamo troppo credito… e se assecondata per troppo tempo, ne abbiamo fatto un MITO… e quando la paura diventa mitica… ha ucciso l’ESSERE…

Diamoci da fare… interrompiamo queste dinamiche dominate dalla paura… POSSIAMO solo se VOGLIAMO con tutto noi stessi… Tuffiamoci nel fiume dell’esistenza senza le vesti che la paura ci ha dato in prestito con l’inganno del farci sentire più sicuri e PROTETTI… Permettiamo alla F I D U C I A di ritornare SOVRANA <3

mercoledì 18 maggio 2011

Come mai di solito scegliamo d'essere infelici? Com’è che non ci rendiamo conto del fatto che è una scelta?

Questo è uno dei problemi umani più complessi a cui dev’essere data una considerazione molto profonda; non è un fatto teoretico – riguarda proprio te. È così che si comportano tutti: scelgono sempre la parte sbagliata, scelgono sempre di essere tristi, depressi, infelici. Ci dovranno essere ragioni profonde per questo, e in effetti ci sono. Per prima cosa, il modo in cui gli esseri umani vengono allevati gioca un ruolo molto preciso in questo fatto. Se sei infelice, guadagni qualcosa, sempre. Se sei felice perdi sempre. Fin da principio, un bambino intelligente può percepire la differenza. Quando è infelice, tutti sono simpatetici verso di lui, riceve la simpatia di tutti. Tutti cercano di essere amorevoli con lui – ottiene amore. E inoltre, quando è infelice, tutti sono attenti verso di lui – ottiene attenzione. L’attenzione è cibo per l’ego, uno stimolante alcolico di grande forza. Ti dà energia; senti di essere qualcuno. Per questo esiste un tale bisogno, un desiderio così grande di ricevere attenzione.

venerdì 13 maggio 2011

La via del non attaccamento

Se osserviamo un determinato pensiero o una paura nella nostra mente, diventiamo un OSSERVATORE ESTERNO che prende semplicemente atto della presenza di quel pensiero o di quella paura. In questo modo essi non riguardano più il nostro Io, perché il nostro Io si è spostato dal soggetto di quel pensiero e di quella paura all’OSSERVATORE ESTERNO. Questo raffredda, per così dire, la paura, e impedisce che si registri nella nostra memoria. [... ... ...]
Giulio Cesare Giacobbe

lunedì 9 maggio 2011

L'EGO: IL FALSO CENTRO

Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego. Un bimbo nasce. Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno. Nascere significa questo. Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri. Gli "Altri" significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto, ed egli si dimentica del corpo. E’ così che un bimbo cresce. Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso... ... ...

domenica 8 maggio 2011

L'Uno sarà preso, l'altro lasciato... L'umanità al bivio...

Salvatore Brizzi, un grande scienziato dello Spirito, ci aiuta a comprendere cosa sta avvenendo oggi e quale atteggiamento intraprendere per favorire questo passaggio dimensionale evolutivo epocale. Si avvale di conoscenze antiche, profetiche, per far chiarezza su qualcosa che oggi si sta manifestando sul piano fisico. Un vero viaggio verso Sé stessi. Qui di seguito vi scrivo alcuni dei concetti affrontati nella videoconferenza… “Vivere nel qui e ora: essere nel tempo ma non essere del tempo. Sono qualcuno indipendentemente dalle mie idee e da quello che ho. Lasciar andare, liberarsi da attaccamenti e identificazioni. La nuova Era: cambiare modo di pensare. Il mondo sta andando in pezzi perché il nostro modo di pensare sta andando in pezzi. Nessuno ci può liberare dall’esterno: ovunque andremo, porteremo sempre dietro noi stessi. L’uno sarà preso, l’altro lasciato: gli esseri umani attraverseranno una setacciatura, ci saranno decisioni da prendere con determinazione, e questa condizione porterà o a una evoluzione o a un perire involutivo, tutto dipenderà dal libero arbitrio. Le due colonne della Consapevolezza: Rigore e Misericordia à autodisciplina per raggiungere gli obiettivi con Presenza Volontà Gratitudine e Perdono”…

mercoledì 4 maggio 2011

La rivoluzione che sta cambiando la scienza...

Ci è stato insegnato fin da piccoli che tutto ciò che ci circonda è materia. Oggi mentre la scienza tradizionale rimane materialista, un considerevole numero di scienziati sta supportando e sviluppando nuovi paradigmi. The Quantum Activist racconta con humour e profonda intelligenza la rivoluzionaria prospettiva del fisico nucleare indiano Amit Goswami che, con un’ampiezza di pensiero paragonabile a quella di  Einstein, spiega in questo viaggio di scoperta delle leggi che regolano l’universo e la vita, le possibilità  di un nuovo inaspettato incontro tra Scienza e Spiritualità. Un invito, per l’umanità, a ripensare le proprie nozioni di esistenza e realtà. "Non si tratta di agire-agire-agire e nemmeno di essere-essere-essere  ma di agire-essere-agire-essere. Un nuovo stile di vita, un’alternanza tra essere e agire" - Un entusiasmante documentario disponibile in dvd in tutte le librerie.
Amit Goswami, l’attivista quantistico

30 proposte per un vivere sani e in armonia...

Quando smetti di inseguire le cose sbagliate, crei lo spazio per concentrarti sulle opportunità di crescita e di sviluppo. Allora, a cominciare da oggi...

1. Smetti di cercare di essere perfetto - Il mondo non premia i perfezionisti, ma coloro che portano a termine ciò che hanno iniziato.

2. Smetti di paragonarti agli altri – L'unica persona con cui competere sei tu stesso.

3. Smetti di arrovellarti il cervello sul passato o di preoccuparti troppo del futuro – Qui e ora è l'unico momento che ti è garantito. Il qui e ora è vita. Non mancarlo.
4. Smetti di lamentarti – Piangerti addosso non giova né a te né a coloro che ti sono vicino.

5. Smetti di covare rancore e risentimento – Perdona, lascia andare gli errori altrui. Trattenere queste emozioni è l'ostacolo più grande sulla strada delle felicità...