Se osserviamo un determinato pensiero o una paura nella nostra mente, diventiamo un OSSERVATORE ESTERNO che prende semplicemente atto della presenza di quel pensiero o di quella paura. In questo modo essi non riguardano più il nostro Io, perché il nostro Io si è spostato dal soggetto di quel pensiero e di quella paura all’OSSERVATORE ESTERNO. Questo raffredda, per così dire, la paura, e impedisce che si registri nella nostra memoria. [... ... ...]
Giulio Cesare Giacobbe
Cos’è un buddha? Un buddha non è un Dio, un santo, un superuomo o un essere sovraumano. È uno di noi. Uno qualunque. È semplicemente uno che ha eliminato la sofferenza. Attenzione: non dal mondo, ma da dentro di sé.Giulio Cesare Giacobbe
Le quattro nobili verità:
1 -- ESISTE LA SOFFERENZA
2 -- LA CAUSA DELLA SOFFERENZA è L’ATTACCAMENTO (che è causato dall’ignoranza che tutto è impermanente)
3 -- LA SOFFERENZA PUò ESTINGUERSI CON L’ESTINZIONE DELLA SUA CAUSA, cioè l’ignoranza circa l’impermanenza di tutte le cose e quindi l’attaccamento alle cose e alle persone.
4 -- GLI OTTO NOBILI SENTIERI CONDUCONO ALL’ESTINZIONE DELLA SOFFERENZA
Gli otto nobili sentieri:
Retta comprensione
Retto pensiero
Retta parola
Retta azione
Retti mezzi di sussistenza
Retto sforzo
Retta PRESENZA mentale
Retta concentrazione
La mia conferenza su buddismo e non-attaccamento è ispirata allo splendido libro di Giulio Cesare Giacobbe Come diventare un buddha in cinque settimane, da dove sono tratte anche le citazioni di questa pagina.
Salvatore Brizzi
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