
La FRETTA di tuffarci nel
fiume non ci permette il tempo necessario per spogliarci, per toglierci i
vestiti della paura… prima del gesto eroico… per affrontare la forza propulsiva
e vorticosa delle acque correnti è necessario coraggio e FIDUCIA… nell’atto del
tuffo, la paura si trasforma in coraggio, ma il coraggio senza la fiducia è
come un giorno senza sole… così come il sole può essere oscurato dalle nuvole,
anche la fiducia viene oscurata dalla paura… e senza la presenza vigile e attiva
della fiducia non è possibile nessuna realizzazione… Perché si dice che “la
fretta è figlia del diavolo”? Perché la fretta è una delle manifestazioni
mascherate generata dalla paura… muoversi attraverso la fretta significa fuga
dal presente, fuga da Sé, proiettarsi nel futuro con la paura di non farcela,
di non essere adeguati per… la fretta non ti permette di gustare, non ti
permette di approfondire… e, come una profezia che si auto avvera, l’agire
attraverso la fretta, attraverso quell’inquietudine interiore, non ci porta di
fatto verso alcun risultato produttivo, evolutivo… la paura di non farcela, di
non essere abbastanza adeguati per… prende il sopravvento su tutto il resto e
segna la sua vittoria… La PAURA
è una corazza, come se fosse l’armatura di un guerriero medioevale… ma
immaginiamoci un tuffo nel fiume della vita nel QUIeORA, con tutta questa
corazza addosso… non solo rappresenterebbe un PESO, ma svilupperebbe anche la
nostra incapacità di SENTIRE… una corazza, un armatura, può darci la sensazione
di essere al SICURO… di fatto siamo in pericolo… perché questa schermata di
paura ci ha ISOLATI dalla vita stessa, ci ha disconnessi dalle vibrazioni
vitali… E quando il BISOGNO infantile di sentirsi al sicuro prende il
sopravvento su tutto il resto, ci si CHIUDE allo scorrere fluido
dell’esistenza…
Allo stesso modo però, funziona
anche la dinamica opposta… per tutti quelli che ABUSANO nel RIMANDARE
raccontandosi e raccontando in giro: “NON SONO PRONTO/A, HO BISOGNO DEI MIEI
TEMPI”… anche questo NON AGIRE è il frutto di una fiducia oscurata dalla paura,
paura di non farcela, paura di non essere abbastanza adeguati per… Solo che
mentre nel caso del “muoversi di fretta” ci si fugge dal presente proiettandosi
nel futuro, in questo caso si resta incollati al PASSATO, congelati,
cristallizzati nel passato, senza mai avanzare veramente, senza mai
approfondire ciò che si sceglie nel presente, senza mai affrontare una vera
immersione nel presente, senza mai prendersi la responsabilità delle
implicazioni che comporta il tuffarsi nella vita QUIeORA…
Nell’immaginario collettivo è
presente il fuoco nell’inferno… di fatto, l’inferno è un congelatore… Il nostro
caro Dante Alighieri ce lo ha mostrato per bene nella sua Divina Commedia…
l’inferno non è altro che la
PAURA… e la paura congela, cristallizza, blocca il fluido
vitale… ci isola dall’esistenza, non ci permette di sentire, di provare, altera
ogni nostra percezione, governa il nostro volere se le diamo troppo credito… e
se assecondata per troppo tempo, ne abbiamo fatto un MITO… e quando la paura
diventa mitica… ha ucciso l’ESSERE…
Diamoci da fare… interrompiamo
queste dinamiche dominate dalla paura… POSSIAMO solo se VOGLIAMO con tutto noi
stessi… Tuffiamoci nel fiume dell’esistenza senza le vesti che la paura ci ha
dato in prestito con l’inganno del farci sentire più sicuri e PROTETTI… Permettiamo alla F I D U C I A di ritornare SOVRANA <3
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